Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 rappresentano un evento internazionale di portata eccezionale, non solo per il numero di spettatori e stakeholder coinvolti, ma anche per la complessità logistica che ne deriva. Per la prima volta nella storia si parla di “Olimpiadi diffuse”, perché i Giochi si svolgono su un territorio ampio e frammentato, distribuito tra poli urbani e località alpine: Milano, Cortina d’Ampezzo, Livigno e Bormio sono sono alcune fra le aree di riferimento.
MaaS Olimpico
Questa configurazione, unica nel suo genere, amplifica in modo significativo l’impatto della mobilità sull’esperienza olimpica, perché richiede collegamenti affidabili e continui tra luoghi molto diversi per distanza, infrastrutture disponibili e stagionalità, con evidenti ripercussioni sugli spostamenti sia degli spettatori sia degli utenti accreditati (atleti, delegazioni olimpiche, giornalisti).
In questo scenario, la mobilità diventa quindi un elemento abilitante fondamentale dei Giochi: deve funzionare in modo scalabile e comprensibile per persone provenienti da tutto il mondo, garantendo un’esperienza fluida per il grande pubblico e, al tempo stesso, livelli elevati di controllo e sicurezza per le categorie accreditate.
Lista completa dei luoghi interessati dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
CHALLENGE
La sfida principale di Milano Cortina 2026 è stata innanzitutto quella di offrire servizi digitali a pubblici molto diversi, con esigenze e aspettative differenti. Da un lato, per gli spettatori, è stato necessario garantire un’esperienza semplice ed immediata, con informazioni coerenti, affidabili ed aggiornate in tempo reale, capaci di accompagnare gli spostamenti tra sedi anche lontane come se appartenessero ad un unico sistema integrato, su un’offerta multimodale che include autobus, tram, metropolitana, navette e servizi dedicati, auto e treni. Dall’altro, per gli utenti accreditati, oltre i servizi appena descritti, è stato necessario abilitare logiche personalizzate come la visualizzazione di servizi di transfer dedicati e l’acquisto di titoli di viaggio.
Questa esigenza si è innestata su due macro-elementi di complessità, strettamente interconnessi. Il primo ha riguardato l’ecosistema: i Giochi hanno richiesto di integrare su un’unica piattaforma una pluralità di operatori molto diversi tra loro per modelli di servizio, copertura territoriale e maturità digitale, con l’obiettivo di garantire un’esperienza coerente lungo tutta la macroregione alpina coinvolta. Questa eterogeneità non è stata solo “organizzativa”, ma anche funzionale perché ha significato mettere a sistema servizi e logiche operative differenti e farli dialogare con dati e standard non sempre uniformi, mantenendo continuità informativa e qualità dell’esperienza utente. Il secondo elemento cruciale è stato il tempo: il progetto ha visto una finestra di realizzazione compressa e con una data di inizio legata all’avvio dei Giochi e quindi, di fatto, non negoziabile.
A complicare ulteriormente il quadro, la disponibilità dei dati “di base” non è stata sufficiente: i soli feed GTFS dei servizi pianificati spesso non includono elementi essenziali per un’esperienza completa, come tariffe per associare correttamente un prezzo alla tratta scelta, oppure shapes e metadati utili a migliorare qualità e precisione della pianificazione. Inoltre, in un evento ad alta pressione operativa, sono diventate determinanti le informazioni in tempo reale e le variazioni di servizio: disservizi, deviazioni e aggiornamenti hanno dovuto essere comunicati in modo tempestivo e coerente su tutti i canali, perché qualsiasi disallineamento si sarebbe tradotto immediatamente in impatti sull’esperienza di viaggio e, di riflesso, sull’operatività complessiva dei Giochi.
SOLUZIONE
Sulla base delle sfide descritte, OpenMove ha progettato ed implementato ed oggi eroga e mantiene la piattaforma per la gestione della mobilità per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. La piattaforma è pensata per raccogliere, normalizzare ed arricchire i dati, per poi esporli tramite API; in questo modo, fonti eterogenee vengono trasformate in un patrimonio informativo unico, coerente e riutilizzabile dai diversi canali e sistemi coinvolti. Questo approccio API-first è parte del DNA di OpenMove e si inserisce in continuità con l’ecosistema di API che mettiamo da sempre a disposizione su api.openmove.com, progettato per favorire integrazione rapida, riuso e governance dei dati di mobilità.
Il lavoro parte dall’acquisizione dei dataset degli operatori e dei servizi dedicati all’evento, il sistema ne verifica qualità e consistenza e li armonizza in formati standard, gestendo GTFS per il pianificato, GTFS-RT per le informazioni in tempo reale, oltre a shape ed informazioni tariffarie (file Fares) per associare correttamente percorsi e prezzi ai viaggi e migliorare l’esperienza di pianificazione.
Su questa base, OpenMove costruisce un layer API-first che rende i dati disponibili in modo affidabile verso sistemi terzi e canali differenti fra cui:
- Apple e Google: per la pubblicazione e la visualizzazione delle informazioni di trasporto in Apple Maps e Google Maps.
- Dashboard amministrativa Fondazione Milano Cortina: pensata per il monitoraggio e la gestione operativa dei servizi durante i Giochi.
- App dedicata agli utenti accreditati: dove è possibile fruire, in aggiunta all’offerta di mobilità pubblica, anche dei servizi dedicati (come navette e transfer ufficiali) ed accedere a funzionalità di bigliettazione in-app per servizi di Trenitalia, ATM e Trenord, garantendo un’esperienza integrata e coerente tra informazione, operatività e fruizione dei servizi.
La piattaforma abilita quello che è a tutti gli effetti un MaaS Olimpico in cui l’utente accreditato può pianificare percorsi con diversi mezzi di trasporto in un’ottica multimodale e fruire di più servizi in un’unica esperienza digitale, senza redirect su soluzioni di terze parti.
INNOVAZIONE
L’innovazione del progetto non risiede solo nell’integrazione dei dati, ma nella capacità di renderli un servizio digitale industrializzato, erogato con standard di affidabilità e performance adatti a un evento globale.
OpenMove adotta un’architettura cloud-native e API-first in cui il backend centrale OpenMove NUCLEUS raccoglie, normalizza e arricchisce le informazioni di mobilità, esponendole in modo sicuro e consistente verso piattaforme e applicazioni eterogenee (https://www.openmove.com/it/api-openmove/). In questo modello, le API diventano un’infrastruttura critica: sono progettate per garantire uptime fino al 99,99%, sostenere carichi dell’ordine di milioni di utenti al giorno e mantenere tempi di risposta rapidi (inferiori agli 800 ms) e stabili anche nei momenti di picco, sia per l’accesso ai dati sia per i servizi più sensibili alla latenza, come l’algoritmo di calcolo del percorso e l’aggiornamento delle informazioni in tempo reale.
A questa solidità si aggiunge un elemento chiave: la velocità di interoperabilità, ovvero la capacità di connettere e rendere operativi sistemi terzi in tempi molto ridotti. Grazie a connettori, standardizzazione dei flussi e processi di data ingestion strutturati, l’integrazione di nuove fonti e nuovi attori può avvenire rapidamente, riducendo drasticamente tempi e complessità rispetto a progetti tradizionali.
Il risultato è un sistema backend che non “pubblica” semplicemente dati, ma li rende affidabili, misurabili e scalabili, con monitoraggio e meccanismi di resilienza pensati per assicurare continuità operativa, coerenza informativa e una user experience fluida lungo l’intera catena digitale, dal journey planning alle integrazioni con sistemi terzi.