In assenza di un ampio margine di manovra sul lato dell’offerta, è possibile per i decision makers lavorare sul lato della domanda, utilizzando le soft measures. Con il termine soft measure si fa riferimento a tutte quelle misure volte a modificare le abitudini dei cittadini (seppur rimanendo in un contesto di paternalismo libertario) come gli incentivi economici e le forme di nudge e gamification.
Utilizzare incentivi economici per modificare le preferenze (e quindi le scelte) dei consumatori è una pratica ampiamente diffusa in economia e che nell’ambito della mobilità assume le vesti di rendere ancora più accessibili le forme di trasporto pubblico e condiviso. Soprattutto negli ultimi anni, diversi Paesi (fra cui Spagna, Italia, Lussemburgo, ed Estonia) hanno portato avanti programmi volti a rendere il trasporto pubblico gratuito per la totalità dei cittadini, ottenendo però risultati contrastanti. Un altro caso di utilizzo di incentivi economici si è registrato proprio in Italia che, a partire dal 2023 nell’ambito del progetto MaaS4Italy, ha sviluppato un programma di incentivazione volto a favorire forme di trasporto multimodale (di questo argomento ne abbiamo parlato più nel dettaglio qui.)
Oltre agli incentivi economici, sta emergendo sempre più negli ultimi anni l’importanza di strumenti come i nudge e le forme di gamification. Questi strumenti affondano le loro radici nella psicologia e nell’economia comportamentale e, se usati correttamente, possono rivelarsi particolarmente efficaci a fronte di un dispendio di risorse molto contenuto.
I nudge, termine che può essere tradotto in senso ampio con “spinte gentili” o “pungoli”, sono interventi che indirizzano le scelte delle persone senza l’utilizzo di incentivi o senza imporre obblighi o divieti, ma bensì modificando il contesto decisionale. Nell’ambito della mobilità, alcuni dei nudge più diffusi includono l’utilizzo di sistemi di monitoraggio sul viaggiato per indicare le emissioni di CO2 risparmiate e l’utilizzo di sistemi di notifiche push con focus sui benefici derivanti dalla mobilità attiva e condivisa.
Gamification invece è un termine coniato nel 2002 durante la progettazione di interfacce per dispositivi elettronici commerciali (ma questa è tutta un’altra storia che meriterebbe un sua narrazione!) che si riferisce alla pratica di aggiungere dinamiche tipiche dei videogiochi in contesti non ludici. Nell’ambito della mobilità, fare gamification (o “gamificare”) significa utilizzare elementi come premi, classifiche o sfide per riuscire a creare un maggior engagement nei cittadini e promuovere uno shift modale verso forme di mobilità più sostenibili.
Nonostante il loro enorme potenziale, anche le soft measures presentano alcune criticità; non esistono infatti soluzioni valide per tutti i contesti (“one size doesn’t fit all”) e tutte queste strategie necessitano di essere adattate di volta in volta alle specificità locali, partendo da un’attenta analisi delle esigenze dei cittadini. In altre parole, solo conoscendo approfonditamente la domanda è poi possibile influire efficacemente sulla stessa.